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Cenni storici di Villa San Secondo

VILLA SAN SECONDO

Paese del basso Monferrato situato a 287 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Asti, si sviluppa su di una superficie di 600 ettari ed ha una popolazione di circa 460 abitanti. L’ abitato si concentra su di una altura alla sinistra del rio Riale, affluente del Borbore nei pressi di Asti.-
Storia -
Sorse come libero Comune all' inizio del Trecento dalla scissione dal vicino borgo feudale di Cossombrato.
Era Cossombrato un centro di un migliaio di persone sito a nord di Asti, infeudato dal vescovo astense ad alcuni vassalli: cioè un ramo della casata dei Pelletta e da un altro consortile di altri cinque Domini, che, non avendo altre specificazioni dinastiche, si possono chiamare signori De Cossombrato.Nel 1296 una rivolta contadina fa sloggiare i vassalli. Per impedirne il ritorno gli "homines" di Cossombrato stringono nel 1304 un patto di dedizione al Comune di Asti.
La città era allora in piena crisi interna, causata dalle lotte tra famiglie locali divise tra guelfe e ghibelline. Asti non seppe dare ai borghigiani rivoltosi di Cossombrato se non assicurazioni verbali e un' azione dimostrativa di forza con la distruzione del castello di Enrico Pelletta e qualche danno al castello dei De Cosombrato.
Allora nel 1311 gli "homines" firmarono sei convenzioni con gli antichi signori: 46 famiglie trattarono con il vescovo di Asti Guidone, a cui Enrico Pelletta aveva frattanto rassegnato la propria quota di feudo, giurandogli fedeltà politica e ottenendo da lui la remissione di alcuni gravami fiscali.
Ottennero anche la promessa di essere tutelati dalle pretese del Comune di Asti.Le altre 113 famiglie si riconciliarono con i Domini De Cossombrato: si affrancarono da tutti gli oneri feudali pagando complessivamente 3270 lire astesi, con 1' obbligo però di restituire integri il castello e le case di proprietà dei Signori.
Soprattutto si assicurarono la libertà di fondare una villanova, potendo in più usufruire dei materiali dei vecchi sedimi. Era la conquista di una piena autonomia.
Negli anni 1311-12 avvenne dunque la fondazione della Villa Nova Sancii Secundi: una villaforte posta a poco più di mezzo miglio a nord di Cossombrato sul poggio dove si trova l' attuale Villa San Secondo, dove non era esistito nessun castello.
Le case sorsero attorno al "ricetto" dominante, munito di mura e fossati. Il nome deriva dal santo di Asti, dedicatario della vecchia pieve di Cossombrato, che per più anni funzionò come chiesa comune tra i due borghi. Poi il titolo di pievano passò al nuovo centro.
Col tempo l' attributo di "nova" scomparve. Il trasferimento della popolazione dal vecchio al nuovo sito avvenne gradualmente.
Rimase con Cossombrato sino alla fine del Cinquecento l' appartenenza alla comunità ecclesiale; quando Cossombrato fu eretto in parrocchia autonoma.
Sul piano politico- amministrativo, mentre Cossombrato rimaneva fedele al vescovo di Asti e ai suoi vassalli, la villanova si costituì in libero Comune.
Sono già del 1312 gli abbozzi degli Statuti comunali, che poi per quattro secoli ressero la sorte del nuovo paese.
Ma quasi subito il nuovo organismo si pose sotto la protezione dei marchesi di Monferrato, mentre contemporanemente Asti cessava di essere libero Comune. Mettendosi sotto il manto marchionale, la villanova si tutelava da pretese e minacce di altri potentati (Savoia, Angioini, vicari imperiali) e anche dagli ex Signori (vescovo e De Cossombrato).
Così Villa San Secondo costituì fino all' inizio del Settecento un' "enclave" a sud del torrente Versa, che allora segnava il confine il confine tra il marchesato di Monferrato e il ducato di Savoia. Non si trattò di una dedizione formale.
La mano dei marchesi (Paleologi) dovette essere molto leggera, non pretendendo ne dazi, ne gabelle ne truppe.
Ma non assicurò neppure al nuovo comune alcuna copertura finanziaria quando il paese si trovò implicato per mezzo secolo in debito colossale a causa di subite manovre usurarie.Estinta la dinastia dei Paleologi, il marchesato di Monferrato nel 1559 passò sotto il dominio dei Gonzaga, duchi di Mantova. Villa San Secondo ne seguì il destino.
E quando nel 1594 il duca Vincenzo I operò anche per questo comune il cosiddetto "incanto" del Monferrato, esso ritornò feudo comitale. Per due secoli si avvicendarono nel possesso del feudo il mantovano conte Tullio Petrozanno, i conti Pendasio, il marchese senese Orazio Ballati Nerli, che nel 1676 vendette il feudo al cognato Antonio Rossi, per poi riprenderlo successivamente e rivenderlo nel 1690 al conte Ettore Vaccarone.
Con i trattati di Utrecht e di Rastadt (1713-14) il comune villese passò, con tutto il Monferrato, sotto il dominio sabaudo.
Nel 1759, finita la dinastia dei Vaccaroni, fu annesso alla,Regia Camera sabauda e venduto dal Senato di Torino al conte Rinaldo Bonaudo con il quale il feudo finì.
A parte le depredazioni e le angherie, con relativi forzati alloggiamenti di truppe che per secoli misurarono in lungo e in largo le terre del Monferrato, se si ecc tuano le restrizioni delle primitive libertà che si verificarono nel Seicento, il Comune - grazie anche alla sua collocazione periferica - ebbe sorti migliori di altri centri.
Fece eccezione la grande peste del 1630-31 che anche qui falcidiò la popolazione e diede origine a un pubblico solenne voto, che viene ogni anno commemo to il giorno 8 di ottobre.
Negli ultimi due secoli il paese seguì nel bene e nel male le sorti del Regno di Sardegna prima, e poi del Regno e della Repubblica d' Italia.
Oggi Villa San Secondo fa parte con altri 12 Comuni della Comunità Collinare di Val Rilate.

Don Giuseppe Torta ,

autore del libro : VILLA SAN SECONDO - Ricerche storiche civili e religiose , edizione 2003 fuori commercio.

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